lunedì 23 febbraio 2009

Immagini del global warming

Vuoi visionare delle immagini molto belle, da un punto di vista estetico, ma che testimoniano l'attuale fase di riscaldamento globale che il nostro pianeta sta attraversando?
Visita il sito del Time al seguente link:
http://www.time.com/time/photogallery/0,29307,1726292_1556601,00.html

Non occorre avere alcuna dimestichezza con la lingua americana, basta "cliccare" su next e/o back per andare avanti ed indietro nelle immagini.
Buona visione e... buona riflessione!

(Fonte consultata: www.time.com)

Barack Obama sarà davvero il primo vero Presidente verde d'America?

Ho già dedicato alcuni post a descrivere la volontà del nuovo Presidente americano in tema di ambiente, di energie rinnovabili e, più in generale di "green economy".

Scorrendo il sito del Time (che ritengo essere uno strumento di informazione di alto livello) ho notato che, tra le varie "Top Ten" proposte per il 2008, ce n'è una dedicata alle "green stories" (le storie verdi); in questa singolare classifica il primo posto è lasciato, per l'appunto, all'elezione di Barack Obama.
Entrambi i contendenti, Barack Obama e John McCain, sono infatti partiti da posizioni di difesa dell'ambiente, tuttavia nel proseguo della campagna elettorale solo Barack Obama è riuscito nell'intento di concretizzare un preciso programma di investimenti attorno alle energie alternative con l'obiettivo di creare "green jobs" (lavori verdi), volendo aiutare, in un sol colpo, economia ed ecologia.

L'articolo si chiude, in maniera augurale, ipotizzando che se Obama riuscirà a tener fede a detto impegno ed a porre la questione energetica al primo posto della sua agenda, avendo l'accortezza di fare scelte eco-sostenibili nonostante l'attuale spettro di recessione, egli sarà davvero il primo Presidente verde d'America.

(Fonte consultata: www.time.com)

giovedì 19 febbraio 2009

Capitol climate action - manifestazione del 2 marzo contro l'uso del carbone nelle centrali americane.

Molto interessanti e coinvolgenti sono le parole che James Hansen, direttore del centro studi Goddard della Nasa e tra i più influenti climatologi del mondo, ha affidato ad un video che promuove la manifestazione che avrà luogo il 2 marzo davanti alla Capitol power plant (centrale che, secondo quanto afferma Andrew Renkin su Dot Earth, blog del New York Times, fornisce calore ed elettricità al Congresso degli Stati Uniti, e che - unico caso nell’intero District of Columbia - comprende ancora il carbone - insieme a gas e petrolio - nel mix di combustibili che utilizza).
In detta manifestazione, denominata, “Capitol climate action”, gli organizzatori vogliono essere di stimolo all’amministrazione Obama ed al Congresso americano per incrementare gli sforzi per contrastare il surriscaldamento globale.

Hansen, nel video, afferma come "sia ora di prendere posizione sul Global warming (..). E’ arduo per le persone capire che il clima è un’emergenza. Ma il clima sta cambiando: gli oceani stanno riscaldandosi, i ghiacci si stanno sciogliendo, le zone climatiche stanno mutando, e possiamo vedere che gli estremi del ciclo idro-geologico (alluvioni, siccità, tempeste) stanno diventando sempre più estremi. Ciò che sta diventando evidente per la scienza è che non possiamo bruciare tutti i combustibili fossili (disponibili) senza creare un pianeta molto diverso. L’unica via pratica per risolvere il problema è fronteggiare la principale fonte di carbonio, cioè (la combustione del) carbone. La scienza è molto chiara riguardo a questo, ma finora i decisori politici non hanno intrapreso le iniziative necessarie»

Viene, a tal riguardo, immediato il paragone con la fotografia della situazione italiana promossa da Legambiente in cui (secondo i dati ieri pubblicati nel dossier "Stop al carbone 2009" in occasione della settimana amica del clima) le 12 centrali a carbone funzionanti producono il 14% del totale dell'energia elettrica, a fronte dell'emissione del 30% della CO2 liberata per la produzione complessiva di elettricita': 42,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica, cioe' 3,7 milioni di tonnellate in piu' rispetto ai limiti dalla direttiva europea sull'Emission trading scheme (Ets), nel 2007.

Tuttavia, per dovere di obiettività, è anche indispensabile citare le parole di chi, alle teorie che vogliono collegare il global warming all'attività antropica, non è assolutamente d'accordo; mi riferisco, in questo specifico caso, a S. Fred Singer fisico dell’Atmosfera e già Direttore del Servizio meteo-satellitare americano, S. Fred Singer è inoltre Professore emerito di Scienze Ambientali alla University of Virginia. Quale revisore dei rapporti dell’Ipcc, Singer divide il premio Nobel 2007 per la Pace con Al Gore. Secondo Singer, definito dal Il Giornale il "re degli anticatastrofisti", le teorie di Hansen sono completamente sbagliate e si avvicinano a posizioni di fanatismo religioso. Secondo Singer, infatti, i cambiamenti climatici attualmente in atto sono causati dalle forze della Natura e non dalle emissioni antropiche di gas-serra; in ogni caso dette modificazioni, che rientrano in una ciclicità naturale, non avranno effetti catastrofistici come ci vengono da più parti descritti.

Ritengo che le diverse posizioni suesposte siano molto interessanti; tornerò più volte ad affrontare tale discrasia, non tanto per alimentare la confusione, ma quanto per fornire gli elementi ed i dati scientifici affinchè ciascuno possa acquisire una giusta visione critica ed obiettiva della problematica.

Fonti consultate: www.greenreport.it; www.ansa.it; www.meteoclima.net)

mercoledì 18 febbraio 2009

Chiediamo molto al nostro pianeta, ma non abbiamo ancora imparato a restituire

L’Earth Overshoot Day (il giorno della banca rotta ecologica) coincide con la giornata in cui, nello specifico anno solare, abbiamo terminato le risorse naturali disponibili ed iniziamo ad intaccare il capitale biologico accumulato in oltre tre miliardi di anni di evoluzione della vita.


Si tratta, quindi, del giorno in cui il reddito annuale a nostra disposizione finisce e gli esseri umani viventi continuano a sopravvivere chiedendo un prestito al futuro, cioè togliendo ricchezza ai figli ed ai nipoti. La data, non è frutto di una volontà allarmistica e catastrofistica, ma è stata calcolata dal Global Footprint Network, l´associazione che misura l´impronta ecologica, cioè il segno che ognuno di noi lascia sul pianeta prelevando ciò di cui ha bisogno per vivere ed eliminando ciò che non gli serve più, i rifiuti.


Nel 1961 metà della Terra era sufficiente per soddisfare le nostre necessità. Il primo anno in cui l´umanità ha utilizzato più risorse di quelle offerte dalla biocapacità del pianeta è stato il 1986, ma quella volta il cartellino rosso si alzò il 31 dicembre: il danno era ancora moderato.


Nel 1995 la fase del “sovraconsumo” aveva già mangiato più di un mese di calendario: a partire dal 21 novembre la quantità di legname, fibre, animali, verdure divorati andava oltre la capacità degli ecosistemi di rigenerarsi; il prelievo cominciava a divorare il capitale a disposizione, in un circuito vizioso che riduce gli utili a disposizione e costringe ad anticipare sempre più il momento del debito.

Nel 2005 l´Earth Overshoot Day è caduto il 2 ottobre. L’anno passato, il 2008, è coinciso con il 23 settembre: consumiamo quasi il 40 per cento in più di quello che la natura può offrirci senza impoverirsi. Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, l´anno in cui - se non si prenderanno provvedimenti - il rosso scatterà il primo luglio sarà il 2050. Alla metà del secolo avremo bisogno di un secondo pianeta a disposizione.


Di fronte a questi calcoli ed a questi dati scientifici è più che mai urgente il ricorso a stili di vita, a scelte produttive che favoriscano un minor consumo di risorse, nel rispetto di quella volontà, innata in ognuno, di noi di migliorarsi e di migliorare il proprio ambiente, solo così saremo in grado di raggiungere e promuovere un vero e proprio sviluppo sostenibile.


(Fonte consultata: www.repubblica.it)

sabato 14 febbraio 2009

Il Belize: un’idea per un possibile viaggio all’insegna dell’eco-turismo

Dopo aver speso varie parole a descrivere che cosa si intende per eco-turismo, dando anche le principali e basilari regole per poter coniugare il viaggio ed il divertimento con le esigenze del nostro pianeta, voglio suggerire alcune idee, pratiche e concrete, in cui sia possibile fare eco-turismo.



Partiamo dal Belize. Si tratta di un piccolo stato, grande più o meno come la Sardegna, che si trova nella penisola dello Yucatan. La popolazione residente è di circa 290 mila abitanti, confina a nord con lo stato messicano di Quinta Roo, ad est si affaccia sul mare dei Caraibi mentre a sud e ad ovest confina, rispettivamente, con i dipartimenti guatemaltechi di Izabal e Pertén.


Il Belize è uno degli stati che presentano la più elevata biodiversità, sia per quanto riguarda le specie terrestri (tra vegetali, mammiferi, uccelli, rettili ed anfibi) sia per quelle acquatiche. La barriera corallina, che si estende lungo la costa del paese, è la seconda più grande al mondo dopo la Grande Barriera australiana ed è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità grazie alla sua biodiversità. Il Belize ha, inoltre, un ruolo rilevante nel mantenimento del Corridoio Biologico Mesoamericano (un insieme di aree protette che attraversa l'America Centrale dal Messico fino a Panama).


Il Belize è il tipico viaggio avventuroso per gli statunitensi, con le sue antiche caverne rituali Maya e le escursioni con la jeep in mezzo alla giungla, tra coccodrilli, giaguari e scimmie dispettose. Ma è anche il Paese in cui, grazie all’importanza rivestita sia dal turismo che dall’ambiente, è in atto una politica che incoraggia gli eco-resort, le capanne di legno con tetti di paglia le energia alternativa; insomma tutti gli elementi per garantire sostenibilità al turismo.


Per chiunque, dall’Italia o in generale da un paese europeo, decida di intraprendere il percorso che ho sopra segnalato, è bene tenere presente due aspetti:

--> applicare le regole del “viaggiare sano ed in sintonia con l’ambiente” come elencate nei precedenti post;

--> essere consapevoli che, uno dei maggiori impatti ambientali (se non addirittura il più consistente), sarà lo spostamento con l’aereo. A tal fine suggerisco di viaggiare con serenità e senza sensi di colpa e, nel contempo, di attuare delle vere e proprie iniziative di compensazione della CO2 immessa in atmosfera (sulle cui modalità sarà, in seguito, mia cura dare indicazioni di maggiore dettaglio).


(Fonti consultate: www.ilsole24ore.com - www.wikipedia.org)

giovedì 12 febbraio 2009

Un'eco-iniziativa da parte del Sole 24 Ore


Una notizia sensazionale, che merita l'attenzione del nostro blog, è quella pubblicata nel sito del Sole 24.

Secondo l'articolo apparso in data odierna il gruppo del Sole 24 Ore, in occasione del compleanno del Protocollo di Kyōto (il 16 febbraio ricorre il 4° anniversario) e nel tentativo di sensibilizzare i lettori alle problematiche ambientali, garantirà che la produzione dell'intera edizione del quotidiano di lunedì 16 febbraio e di una settimana del sito www.ilsole24ore.com sarà a "Impatto Zero"®; grazie, infatti, agli standard certificati da Life Gate e da Arval, le emissioni di CO2 prodotte nell'arco temporale sopra evidenziato, saranno compensate ricorrendo alla creazione di nuove foreste nel Parco del Ticino, nel Madagascar ed in Costarica.
A questa prima iniziativa, a favore dell'ambiente, ne seguiranno molte altre da parte del Gruppo il Sole 24 ore.

Non posso che esprimere il pieno consenso ed un profondo apprezzamento per il processo sopra richiamato, sia perchè conosco la serietà e la professionalità del percorso "Impatto Zero"® promosso da Life Gate, sia perchè, grazie all'autorevolezza posseduta dal Sole 24 Ore sulla scena editoriale nazionale, questa iniziativa avrà un'ampia risonanza nell'opinione pubblica.

Seguiremo ed approfondiremo con scrupolo ed attenzione gli sviluppi ed i nuovi interventi promessi in tema di sostenibilità!

Quindi ... buon compleanno Protocollo di Kyōto e complimenti al gruppo editoriale del Sole 24 Ore!

(Fonte consultata: www.ilsole24ore.com)

martedì 10 febbraio 2009

Codice Mondiale di Etica del Turismo


Il concetto di ecoturismo diventa sempre di più una questione di preminente importanza; nel portale dell'AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile) è possibile leggere un interessante documento intitolato, appunto, Codice Mondiale di Etica del Turimso. Cito, per comodità, i tratti salienti e quelli che ritengo essere più interessanti per le finalità del nostro blog, rinviando, per ogni approfondimento, alla visione dell'intero atto.

Nel testo si evince il ruolo fondamentale offerto dal turismo il quale "attraverso i contatti diretti, spontanei e non mediati tra uomini e donne di culture e stili di vita differenti, rappresenta una forza vitale al servizio della pace ed un fattore di amicizia e comprensione fra i popoli del mondo". Nel contempo viene richiamato esplicitamente il collegamento con la tutela all'ambiente poichè, si legge nel documento, è necessario attenersi "ad una logica tesa a conciliare la tutela ambientale, lo sviluppo economico e la lotta contro la povertà in maniera sostenibile, così come formulata dalle Nazioni Unite nel 1992, in occasione del Vertice di Rio de Janeiro, ed espressa nel Programma d’azione 21, adottato in quella circostanza".

Viene, a questo punto, chiaramente sancita la convinzione che "a condizione del rispetto di alcuni principi e di alcune norme, un turismo responsabile e sostenibile non è affatto incompatibile con la crescente liberalizzazione delle condizioni che regolamentano gli scambi di servizi e sotto la cui egida operano le imprese di questo settore, e che è possibile riconciliare, in questo campo, economia ed ecologia, ambiente e sviluppo, apertura al commercio internazionale e protezione delle identità sociali e culturali".

In conclusione, dall'analisi di questi importanti documenti di portata internazionale, è possibile iniziare a "respirare" una nuova aria, in cui è evidente ed encomiabile il tentativo di conciliare economia con ecologia, in cui, nello specifico caso preso in esame, si inizia a ricercare un beneficio umano che sia, nel contempo, compatibile con le esigenza ambientali di un determinato territorio.

A questo punto il sincero augurio è che tutto quanto sopra analizzato non rimanga una semplice e sterile dichiarazione intrisa di paroloni altisonanti, ma che dia vita, a livello sempre più ampio, a fenomeni concreti e realistici di turismo sostenibile e responsabile!

(Fonte consultata: www.aitr.org)

venerdì 6 febbraio 2009

L'information tecnology a servizio dell'ecoturista

La promozione di un determinato territorio (stiamo parlando del così detto "marketing territoriale") richiede un’accurata analisi della domanda turistica; soltanto questa fase preliminare di studio del dato statistico fornisce un quadro esaustivo del mercato che consente di procedere, poi, alla programmazione di un piano di comunicazione, il quale sia adatto alle esigenze ed ai bisogni del potenziale “acquirente” di un prodotto turistico o meglio ecoturistico.

Nel progetto già citato nel precedente post, “Ecotourism: Places and Traditions”, è emerso che, nel caso di destinazioni ecoturistiche, occorre prestare particolare attenzione alla promozione di luoghi specifici che permettano una sorta di riconoscimento empatico (a pelle, a senzazione) dell’ecoturista nei valori culturali, storici e folcloristici che il territorio riesce a trasmettere.
Per raggiungere questo obiettivo, è necessario applicare ed utilizzare tutti gli strumenti messi a disposizione dalle moderne tecnologie informatiche, multimediali e del marketing, come ad esempio la creazione di un brand (un marchio) che caratterizzi in maniera univoca l’immagine di un luogo.

Nel caso dell’ecoturismo, l’iniziativa europea sopra menzionata ed i singoli progetti pilota ad essa successivi, hanno dimostrato che i mezzi più efficaci per promuovere l’offerta ecoturistica sono il passaparola, la stampa specializzata, i siti web e l’utilizzo di tecnologie innovative per il marketing turistico.

Pertanto anche nel campo dell'ecoturismo un ruolo rilevante è occupato dall'Information tecnology cioè dalla tecnologia nella pianificazione, nell’informazione (ad esempio il sistema informativo geografico o GIS) e nella promozione di una destinazione ecoturistica; dette soluzioni avanzate offrono possibilità di conoscere in maniera approfondita uno specifico luogo. Si pensi soltanto alle potenzialità informative offerte dagli strumenti tecnologici, sia dal punto di vista del turista (possibilità di informarsi in maniera diretta sulla proposta turistica di un’area, di prenotare il proprio viaggio in maniera semplice e diretta…) sia dal punto di vista degli operatori di settore (dati statistici sul contesto socio - economico, comunicazione via internet, rapporto diretto con la clientela).

Un ultimo, ma assolutamenmte non meno importante, aspetto strategico legato alla diffusione della tecnologia applicata al turismo ecocompatibile, è costituito dall’utilizzo dei sistemi energetici basati sulle fonti rinnovabili, i quali creano un’immagine positiva dell’industria turistica ed una maggiore attratività per i potenziali clienti, oltre a garantire un soggiorno in cui l'approvigionamento energetico richiesto sia ad impatto zero!!

(Fonte consultata: www.provincia.teramo.it)

giovedì 5 febbraio 2009

Ecoturismo vs turismo di massa


Secondo un recente studio finanziato dalla UE, "Ecotourism - places and traditions", a cui hanno partecipato diversi partner tra cui anche l'Italia, le recenti indagini effettuate sul mercato turistico hanno mostrato chiaramente che l’ecoturismo, all’interno del quale rientra anche l’Ecoeducazione ed il cosiddetto “viaggio-avventura”, costituisce un settore in forte espansione e le previsioni del Wto (World tourism organization) sembrano confermare questo trend di crescita. Si stima che entro il 2010 il numero di ecoturisti aumenterà del 50%. Dalle prime analisi sui target di riferimento, è emerso che l’ecoturista possiede un elevato livello di coscienza ambientale e crede fermamente nella promozione e valorizzazione delle risorse naturalistiche e storico – culturali del territorio. Ed è proprio tale filosofia ambientale a guidare il viaggiatore nella scelta della sua meta turistica. I risultati del progetto “Ecotourism: Places and Traditions” hanno messo in luce che i bisogni e le aspettative dell’ecoturista sono:

--> L’ambiente incontaminato, la possibilità di osservare animali nel loro habitat naturale e di fare trekking ed escursioni;
--> Standards di qualità ambientale della meta scelta;
--> Possibilità di alloggiare in strutture “non convenzionali”.
L’interesse dell’ecoturista, in ogni caso, è rivolto soprattutto alle attività che può svolgere nell’ambiente circostante, un chiaro elemento di distinzione rispetto al “classico” turista di massa.

Secondo detto studio, inoltre, il termine ecoturismo è soggetto a molteplici interpretazioni ed evoluzioni, che scaturiscono dai differenti approcci e dagli aspetti ecologici e socioculturali presi in considerazione. Per cui non è possibile fornire una definizione univoca di ecoturismo, ma, in ogni caso, è possibile distinguere nettamente questa scelta di viaggiare (che, in fin dei conti, comunica un vero e proprio stile di vita) rispetto il classico e non sempre benefico turismo di massa.

(Fonte consultata: www.provincia.teramo.it)